EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)

ico emdr

L’EMDR nasce come metodica per l’elaborazione del trauma. Il suo sviluppo successivo si è poi esteso al trattamento anche di altre patologie.

TRAUMA

Il trauma è l’effetto sul cervello di un evento stressante.

Si distinguono traumi con la “t” minuscola, o piccoli traumi, che sono conseguenti a esperienze soggettivamente disturbanti per l’individuo, che le vive come pericolose e minacciose, ma non intensamente tali.

Esistono poi Traumi con la “T” maiuscola che costituiscono una minaccia all’integrità fisica o psicologica di se stessi o di altri, ad esempio incidenti, sciagure naturali, abusi.

La reazione a eventi potenzialmente traumatici è del tutto soggettiva, Non tutti infatti sviluppano una condizione patologica conseguentemente a situazioni stressanti. Ciò dipende da tanti fattori, che vanno dalla struttura di personalità alla genetica, che predispone o meno verso un quadro sintomatologico.

Dopo un evento traumatico si verificano reazioni di stress fisiologico che nella maggioranza dei casi si risolvono da sole, grazie alla capacità del cervello di elaborare le informazioni in un tutto coerente e costruttivo e di attenuare l’impatto emotivo causato dalla situazione stressante.

In alcuni casi però il cervello non è in grado di attuare questo processo elaborativo e l’individuo persiste nel disagio anche a distanza di molto tempo. Il ricordo dell’evento rimane vivo nella memoria come se fosse accaduto solo il giorno precedente e si continua a rivivere le medesime sensazioni fisiche e le medesime emozioni originarie. Si delinea così il disturbo post-traumatico da stress o il disturbo acuto da stress, la cui sintomatologia si sovrappone a quella del disturbo post-traumatico da stress; differisce solo la durata: nel caso in cui il quadro patologico di risolvesse in 4 settimane si parla di disturbo acuto da stress, oltre un mese di disturbo post-traumatico da stress.

Il trauma, soprattutto se vissuto in età infantile, può dare anche origine ad altre patologie o a dimensioni caratteriali specifiche, come la timidezza, la tendenza a sentirsi in colpa o la paura dell’abbandono. Il soggetto diventa, in questi casi, più vulnerabile a certi stimoli ambientali e vi reagisce in modo disfunzionale, sia da un punto di vista cognitivo, sia emotivo e comportamentale.

EMDR

L’EMDR è una metodologia terapeutica relativamente recente. I primi studi risalgono infatti al 1987.

Nel corso degli anni l' EMDR è stato sottoposto a vari studi scientifici relativi alla sua efficacia ed è risultato essere lo strumento d'elezione per il trattamento in tempi brevi del trauma, sia esso un grande o piccolo trauma.

Il funzionamento dell’EMDR si basa su un innato sistema di elaborazione dell’informazione. Il cervello infatti possiede la capacità di elaborare gli stimoli informazionali in entrata e di arrivare a una situazione adattiva, per la quale l’esperienza diventa poco pregnante da un punto di vista emotivo e si traduce in un apprendimento. Questo processo di autoguarigione si blocca nel caso di uno stress di tipo traumatico e ne consegue la mancata elaborazione. Ogni elemento percettivo riguardante l’evento rimane così in memoria, riproducendo nel presente una realtà lontana anche di anni. L’EMDR agisce sul blocco dell’informazione e ne promuove l’elaborazione.

Esso è efficace nei casi in cui:

  • Il soggetto stia vivendo una comune esperienza stressante, come la separazione, il lutto, la malattia, ecc.
  • Il soggetto abbia subito un trauma piccolo o grande in età evolutive e ne porti ancora i segni nel presente.
  • Il soggetto è stato sottoposto a esperienze fuori dall’umana sopportazione, come incidenti gravi, sciagure naturali, torture, violenza ecc.

Nelle prime sedute vengono stabiliti i ricordi traumatici su cui si concentrerà il lavoro di rielaborazione. Questo processo avviene attraverso l’analisi della storia del paziente. Successivamente si segue uno specifico protocollo per la strutturazione del materiale su cui lavorare. Si procede poi alla desensibilizzazione, in cui il paziente deve focalizzare la sua attenzione sull’evento prescelto e lasciare che la mente vada spontaneamente dove i nessi associativi la portano. Nel frattempo, il terapeuta stimola bilateralmente il paziente, attraverso i movimenti oculari oppure il tapping. Nel primo caso, il paziente deve seguire le dita del terapeuta che conducono il suo sguardo da destra a sinistra e viceversa. Nel secondo, il terapeuta tamburella alternativamente sulle mani del paziente. La stimolazione di suddivide in brevi set a cui segue un feedback da parte del paziente. Alla fase si desensibilizzazione seguono altre fasi che servono per rinforzare l’idea più positiva di sé in relazione all’evento traumatico e a verificare se permangono sensazioni negative a livello fisico. Il risultato finale è la sensazione di un distacco emotivo nei confronti del trauma. L’evento viene quindi riportato nel passato senza conseguenze attuali.

Donatella Bielli

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

Via Pasteur 2, 27029 Vigevano
Appuntamenti al 328 4266235

© 2019, Donatella Bielli Psicologa - PI: 13395030151 - Numero iscrizione Ordine Psicologi della Lombardia 4441 - pec: donatella.bielli.243@psypec.it
PRIVACY

Cerca